Mastoplastica Additiva
La mastoplastica additiva consiste nell'ingrandimento della regione mammaria anatomicamente poco sviluppata, e di seni che hanno perso volume e forma dopo una gravidanza, perdita di peso, o per l'età.Si ottiene inserendo un impianto protesico dietro ciascun seno.
Le protesi comunemente utilizzate sono di varia forma e dimensione e sono costituite di silicone.
Il tipo e la dimensione della protesi vengono selezionate dal chirurgo in relazione alla misura e forma del vostro seno preesistente ed ai vostri desideri.
L'inserzione avviene usualmente attraverso una incisione praticata nel solco sottomammario benché sia possibile seguire altre vie ( incisione periareolare o ascellare). La protesi viene posizionata praticando una tasca al di sopra oppure al di sotto del muscolo grande pettorale.
Le cicatrici usualmente rimangono ben mascherate nelle pieghe cutanee prescelte.
L'intervento ha una durata di circa sessanta minuti, avrete un tubo drenaggio per ciascun seno che verrà rimosso il giorno seguente prima della dimissione.
Potrete avvertire senso di dolore gravativo al torace nei primi giorni dopo l'intervento e soprattutto nelle prime ore diurne, e tale sensazione andrà riducendosi con il passare dei giorni.
Indosserete un reggiseno sportivo inizialmente in modo ininterrotto nelle 24 ore per 60 giorni per poi indossarlo nelle sole ore diurne. E' consigliato limitare l'attività fisica nei 15 giorni seguenti l'intervento, non guidare autoveicoli, o sollevare oggetti pesanti.
La completa attività fisica potrà essere ripresa circa un mese e mezzo dopo l'intervento.
E' importante ricordare come dopo l'intervento chirurgico si possa ottenere in alcuni casi solo una parziale corrispondenza tra misura e forma desiderata del seno, e come possano inoltre residuare le asimmetrie che erano già presenti prima dell'operazione.
Vi sono dei rischi da valutare e discutere con il chirurgo, tra cui la comparsa della contrattura capsulare, temporanee o permanenti alterazioni della sensibilità del capezzolo, ematomi, infezioni; situazioni in cui si è costretti a dover rimuovere l'impianto.
Ricorda che l'incidenza del tumore mammario risulta ridotta nelle pazienti portatrici di protesi al silicone non perché il silicone riduca di per sé tale tumore ma perché queste donne sono meglio e più assiduamente controllate.
![]() |
![]() |
A proposito delle protesi mammarie
Il silicone è un materiale con una elevata inerzia dal punto di vista biologico in quanto non dà particolari reazioni infiammatorie nei tessuti che lo ospitano.E' routinariamente utilizzato nelle diverse branche della medicina e della chirurgia e dal 1968 è stato applicato per aumentare le dimensioni del seno.
Da allora numerose modifiche sono state apportate e nonostante dubbi e accuse di indurre malattie autoimmunitarie o cancerogene nessun indizio è emerso a convalidare tali ipotesi.
Il silicone è pertanto rimasto il più sicuro materiale protesico finora utilizzato.
Le protesi al silicone attualmente applicate sono differenti per forma e composizione: rotonde ad alto o basso profilo, oppure anatomiche (a goccia); sono tutte costituite da un involucro in silicone, a superficie liscia oppure microvellutata (testurizzata) che può a sua volta contenere silicone semisolido o soluzione fisiologica (acqua e sale). Le protesi contenenti silicone, che sono le più utilizzate nel nostro paese, hanno una elevata resistenza agli agenti meccanici sia fisici che chimici (non "scoppiano" in aereo, in immersione né in seguito a manipolazioni meccaniche) ed alcune case produttrici ne garantiscono addirittura la durata a vita. Inoltre è proprio quest'ultimo tipo a garantire in modo costante nel tempo una sensazione tattile e una consistenza simile a quella del seno normale; mentre le protesi riempite con altri materiali sono più rigide oppure danno la netta sensazione di "sciacquio" e tendono a perdere volume con il passare degli anni (quelle riempite con soluzione fisiologica).
Il silicone come peraltro ogni materiale estraneo all'organismo viene isolato dai tessuti che lo ospitano mediante una reazione cicatriziale (capsula).






